Graffito

Il termine graffito deriva dal latino graphium (stilo, punta per graffiare). E' una delle tecniche più in voga ed altamente scenografica.

Il termine graffito deriva dal latino graphium (stilo, punta per graffiare). Già nella preistoria gli uomini primitivi realizzavano immagini ricche di espressività, graffiando con punte acuminate le pareti annerite delle caverne e scoprendo così lo strato sottostante più chiaro. Lo stesso procedimento è oggi facilmente riproducibile su un semplice foglio di carta da disegno. Basta stendere in modo uniforme uno strato di colore a cera chiaro e coprirlo poi con un colore scuro, sempre dato uniformemente. Si disegna poi con una punta su questa superficie e la parte sottostante, chiara, riaffiorerà via via, determinando un effetto di contrasto cromatico molto piacevole. Oltre che a cera il secondo strato di colore può essere anche a tempera, stesa senza essere diluita in acqua (altrimenti non attaccherebbe sulla cera che è grassa). Il risultato finale sarà naturalmente diverso: il graffito su cera darà dei segni precisi, nitidi, mentre quello su tempera determinerà nel segno delle piacevoli irregolarità. Cambiando il supporto, dalla carta ad una formella di gesso e legno stuccato od altro materiale, si possono realizzarediverse esperienze di graffito.

Il graffito nel tempo ha avuto varie applicazioni: dai graffiti delle caverne e dalle incisioni rupestri a quelli su vasi di terracotta, realizzati con particolare accuratezza e sapienza dagli artisti greci, a quelli su metallo degli Etruschi e a tutta la produzione decorativa su terracotta, legno e metallo, realizzata nelle diverse epoche fino ai giorni nostri.
Nel Rinascimento (1400-1500) la tecnica dei graffito fu largamente utilizzata per arricchire le monumentali facciate dei palazzi gentilizi, che si affacciavano lungo le vie principali delle città, a testimoniare con il loro splendore il grado di potere economico della famiglia che vi abitava. In queste decorazioni murali, per non appesantire la facciata del palazzo, il rapporto di colore venne invertito: l’intonaco si dipingeva dapprima con un colore scuro, sul quale si stendeva successivamente un colore chiaro. Asportando con un apposito strumento il colore chiaro riaffìorava lo scuro di fondo e nel contrasto si creava un gradevole effetto decorativo che conferiva all’insieme leggerezza ed ariosità.


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